Sicurezza nei Luoghi di Lavoro

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La Suprema Corte, Sezioni Unite, con la sentenza n. 17685 del 7/9/2015, ha scelto la tesi più restrittiva affermando il principio secondo cui per l’infortunio in itinere deve sussistere la necessità non solo della “causa violenta” ma anche dell’«occasione di lavoro», per cui, in caso di fatto doloso del terzo, deve escludersi dalla tutela la fattispecie nella quale in sostanza venga a mancare l’«occasione di lavoro» in quanto il collegamento tra l’evento ed il “normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione e quello di lavoro” risulti basato esclusivamente su una mera coincidenza cronologica e topografica. Appunto nel caso in cui il fatto criminoso sia riconducibile a rapporti personali tra l’aggressore e la vittima, del tutto estranei all’attività lavorativa ed a situazioni di pericolo individuale, alle quali la sola vittima è, di fatto, esposta ovunque si rechi o si trovi, indipendentemente dal percorso seguito per recarsi al lavoro.
Nel caso trattato dalle Sezioni Unite della Suprema Corte, la lavoratrice era stata aggredita ed accoltellata dal proprio convivente mentre si recava al lavoro.

Il Tribunale ha condannato il presidente del Consiglio di amministrazione di una s.r.l. alla pena di 300 euro di multa per il reato di cui all’art. 590 commi 1, 2 e 3 perché, quale legale rappresentante della società stessa, aveva cagionato a un dipendente, addetto alla linea di spalmatura, lesioni personali dalle quali derivava una malattia giudicata guaribile in quaranta giorni, per colpa consistita in negligenza, imprudenza, imperizia nonché inosservanza di norme in materia di igiene e sicurezza sul lavoro, avendo lo stesso omesso di provvedere affinché la zona di carico della pasta in lavorazione della macchina spalmatrice fosse provvista delle necessarie protezioni atte ad impedire l’accesso dei lavoratori alle pale di miscelazione interne alla tramoggia stessa e ciò con la conseguenza che, dovendo il lavoratore controllare il funzionamento del suddetto macchinario inserendovi una paletta metallica per rimuovere la pasta che aderiva alle pareti, lo stesso veniva afferrato dalle pale in movimento rimanendo con l’avambraccio sinistro bloccato all’interno della tramoggia.

Cassazione Penale Sezione IV – Sentenza n. 22592 del 9 maggio 2017 (u.p. 2 febbraio 2017) – Pres. Blaiotta – Est. Savino – Ric. S.A.. – Il presidente del CDA e rappresentante legale di una società riveste, agli effetti degli obblighi di sicurezza, la figura di datore di lavoro e di titolare di una posizione di garanzia oggettiva in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro.

Il D.Lgs 81/08 (Testo Unico Sicurezza) definisce il “Preposto” come: persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa.

Il preposto opera, pertanto, in “prima linea” e nel contesto operativo in cui possono determinarsi problemi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Tuttavia, non spetta al preposto adottare misure di prevenzione, ma deve far applicare quelle disposte da altri (datore di lavoro e dirigenti) e la sua responsabilità è circoscritta dagli effettivi poteri a lui spettanti, indipendentemente da indicazioni normative più ampie o dai compiti assegnati.

Nella pratica, i capi-squadra, i capi-reparto, i capi-officina, i capi-sala, ecc… vanno inquadrati nella figura del PREPOSTO poiché rientra nei loro compiti sorvegliare il lavoro dei componenti della squadra/reparto/officina/sala, etc.., in quanto gli è stato attribuito il potere gerarchico richiesto, indipendentemente dal conferimento formalizzato per iscritto (si veda a tal proposito l’art. 299 del D.lgs 81/08 “esercizio di fatto di poteri direttivi” che sancisce che gli obblighi di datori di lavoro, dirigenti e preposti gravano altresì su colui il quale, pur sprovvisto di regolare investitura, eserciti in concreto i poteri spettanti a tali figure).

Pertanto, potrebbero essere considerati preposti anche persone non investite di incarichi formali, come ad esempio: soci di società, lavoratori più esperti, lavoratori più anziani, ecc. L’art. 19 del D. Lgs 81/08 stabilisce gli obblighi del preposto a cui si rimanda per le attività specifiche, mentre negli ultimi mesi la corte di cassazione ha confermato in piu’ occasioni la responsabilità del medesimo:

L’obbligo del preposto di informare i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato (art. 19 c. 1 lett. d) D.Lgs.81/08) e di segnalare al datore di lavoro o al dirigente le situazioni di pericolo (art. 19 c. 1 lett. f) D.Lgs.81/08)

Cassazione Penale, Sez. IV, 27 gennaio 2016 n. 3626 (cfr. allegato I) ha confermato la condanna di un RSPP e di un preposto per il reato di lesioni personali colpose in danno di un lavoratore dipendente di una ditta produttrice di ceramiche.

 

I recenti fatti di torino hanno evidenziato la necessità di qualificare due aspetti di fondamentale importanza:

  • Safetyquali i dispositivi le misure strutturali a salvaguardia dell’incolumità delle persone;
  • Secutityquali i servizi di ordine e sicurezza pubblica ai fini dell’individuazione delle migliori strategie operative;

La circolare nr. 555/OP/0001991/2017/1 a firma di Gabrielli mette in evidenza le imprescindibili condizioni di sicurezza che devono essere accertate per l’autorizzazione degli eventi di pubblico spettacolo.

  1. Capienza delle aree di svolgimento dell’evento, per la valutazione del massimo affollamento sostenibile. In particolare, per quanto concerne le iniziative programmate in aree pubbliche di libero accesso, al fine di evitare i sovraffollamenti che possano compromettere le condizioni di sicurezza, gli organizzatori dovranno essere invitati a regolare e monitorare gli accessi, ove possibile anche mediante sistemi di rilevazione numerica progressiva ai varchi di ingresso fino all’esaurimento della capacità ricettiva dell’area interessata, che sarà interdetta già nella zona di rispetto anche con l’ausilio delle forze di polizia;
  2. Percorsi separati di accesso all’area e di deflusso del pubblico con indicazione dei varchi;
  3. Piani di emergenza ed evacuazione, anche con l’approntamento dei mezzi antincendio, predisposti dall’organizzatore dell’evento, con esatta indicazione delle vie di fuga e correlata capacità di allontanamento in forma ordinata;
  4. Suddivisione in settori dell’area di affollamento, in relazione all’estensione della stessa, con previsione di corridoi centrali e perimetrali all’interno, per le eventuali emergenze ed interventi di soccorso;
  5. Piano di impiego di un adeguato numero di operatori, a cura dell’organizzatore, appositamente formati, con compiti di accoglienza, instradamento, regolamentazione dei flussi anche in caso di evacuazione, osservazione ed assistenza del pubblico;
  6. Spazi di soccorso, raggiungibili dai mezzi di assistenza, riservati alla loro sosta e manovra;
  7. Spazi di servizi di supporto accessori, funzionali allo svolgimento dell’evento o alla presenza del pubblico;
  8. Prevenzione a cura della componente dell’emergenza e urgenza sanitaria di un’adeguata assistenza sanitaria, con individuazione di aree e punti di primo intervento, fissi o mobili, nonchè indicazione dei nosocomi di riferimento e loro potenzialità di accoglienza specialistica:
  9. Presenza di impianto di diffusione sonora e/o visiva, per preventivi e ripetuti avvisi e indicazioni al pubblico da parte dell’organizzatore o delle autorità, concernenti le vie di deflusso e i comportamenti da tenere in caso di eventuali criticità;
  10. Valutazione di provvedimenti finalizzati al divieto di somministrazione e vendita di alcolici e altre bevande in bottiglie di vetro e lattine, che possano costituire un pericolo per la pubblica incolumità;

La circolare inoltre evidenzia la necessità di dover effettuare mirati e preventivi sopralluoghi dell’area per una scrupolosa verifica della sussistenza dei dispositivi di SAFETY e l’individuazione di eventuali VULNERABILITA‘ al fine di adottare od implementare apposite misure aggiuntive strutturali.

Inoltre vanno verificati una serie di servizi a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, secondo i seguenti criteri:

  1. Previsione di un’adeguata protezione delle aree interessate dall’evento, mediante attenti controlli con frequenti ed accurate ispezioni e bonifiche, soprattutto dei luoghi in cui più facilemnte possono essere celate insidie, mediante l’ausilio di personale specializzato e di adeguate attrezzature tecnologiche;
  2. Individuazione di idonee aree di rispetto e/o prefiltraggio al fine di realizzare mirati controlli sulle persone, per impedire l’introduzione di oggetti pericolosi ed atti ad offendere, valutando altresì l’adozione di impedimenti fisici al transito di veicoli nelle aree interessate al concentramento ed all’accesso degli spettatori;
  3. ecc..

il Centro di Ricerca e Alta Formazione “Global System ict” è Provider n. 540-2015 accreditato per l’organizzazione di formazione continua di tipo non formale con Consiglio Nazionale degli INGEGNERI 

Referenze