Sicurezza nei Luoghi di Lavoro

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La Conferenza Stato-Regioni del 7 luglio, ha approvato l’Accordo tra Governo, Regioni e Provincie Autonome di trento e Bolzano sulla durata e contenuti minimi dei percorsi formativi per gli RSPP e gli ASPP, ai sensi dell’art. 32 del D.Lgs. n.81/2008.
In allegato Report della seduta.

 

Grafica_Piccola Il problema interpretativo riguarda l’obbligatorietà o meno per il formatore di aggiornarsi sia attraverso le attività di docenza che attraverso seminari, convegni specialistici, e corsi specifici per maturare i prescritti 24 crediti; su questo punto, la posizione assunta dalla Commissione appare molto netta e, per altro, pienamente corrispondente al dettato normativo.
Infatti, secondo la Commissione con il termine “alternativamente” il “legislatore” ha “inteso dare la possibilità al formatore-docente di scegliere liberamente la tipologia di aggiornamento più confacente alla sua figura e non ha, viceversa, inteso che le due modalità vadano alternate nei consecutivi trienni ovvero per tre anni solo docenza e per i tre anni successivi solo corsi di aggiornamento e convegni”. Di conseguenza, si afferma il principio della piena libertà da parte del formatore nella scelta dello strumento di aggiornamento ritenuto più opportuno. Sotto questo profilo giova, però, ricordare che l’attività di docenza e la partecipazione agli eventi (seminari, convegni, corsi di aggiornamento) hanno efficacia ai fini dell’aggiornamento delle singole aree disciplinaridocente

  • normativa/giuridica/organizzativa;
  • rischi tecnici/igienico-sanitari;
  • relazioni/comunicazioni;

per le quali è qualificato il formatore.

 

L’obbligo di redazione del Pos previsto dall’articolo 96 del D.Lgs. n. 81/2008 si applica anche all’impresa familiare di cui all’articolo 230-bis del Codice civile sia se si avvale di lavoratori subordinati (quindi di soggetti non componenti dell’impresa familiare) sia se opera esclusivamente mediante i propri componenti. Poiché destinatario dell’obbligo di redigere il Pos è il datore di lavoro, occorrerà individuare tra i componenti dell’impresa familiare, in base al principio di effettività, il soggetto (titolare o meno dell’impresa) che, in quanto titolare dei poteri decisionali e di spesa, risulti avere la responsabilità dell’organizzazione di lavoro.

Il DIT dell’INAIL propone un nuovo manuale dal titolo: “La Valutazione del rischio Rumore”.logo_piccolo
L’obiettivo del manuale, è raccogliere elementi essenziali inerenti la valutazione e la gestione dei rischi dovuti all’esposizione al rumore, con l’obiettivo di fornire una serie di informazioni utili agli attori del sistema di sicurezza aziendale: Datori di lavoro e RSPP (Responsabili del Servizio Prevenzione e Protezione) in primis. Nel manuale sono affrontate problematiche che vanno dall’esame delle strategie di misura del rumore, al calcolo delle incertezze di misura, alla verifica dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) uditivi, proponendo un taglio operativo mediante il corrente riferimento a casi-studio. In Appendice sono riportati dei modelli per la valutazione dell’esposizione a rumore (per compiti e mansioni o per giornata intera).

Manuale INAIL

logo_piccoloIl Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro ed Ambientale (DIMEILA) dell’INAIL ha diffuso un Manuale informativo per la tutela della salute del personale dei laboratori di ricerca così da fornire una guida rapida e di facile consultazione per identificare e controllare il rischio chimico.

Lo scopo del volume, ad opera del DIMEILA, è fornire al personale di laboratorio una guida rapida e di facile consultazione per identificare e controllare il rischio chimico.

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