Con le modifiche introdotte dal DL 69/2013 è entro il 7 ottobre 2014 che le nuove attività relative all’Allegato I al DPR 151/2011 dovranno espletare gli adempimenti previsti dal decreto in materia di prevenzione degli incendi.

Il nuovo regolamento, che si basa sul principio di proporzionalità (gli adempimenti amministrativi sono diversificati sulla base della complessità del rischio), elenca tre categorie in cui sono suddivise le attività sottoposte ai controlli di prevenzione incendi:

  • Categoria “A”, attività a basso rischio e standardizzate: relativa alle attività che non sono suscettibili di provocare rischi significativi per l’incolumità pubblica e che sono contraddistinte da un limitato livello di complessità;
  • Categoria “B”, attività a medio rischio: relativa alle attività caratterizzate da una media complessità e da un medio rischio, nonché le attività che non hanno normativa tecnica di riferimento e non sono da ritenersi ad alto rischio;
  • Categoria “C”, attività a elevato rischio: relativa alle attività ad alto rischio e ad alta complessità tecnico-gestionale.

Per quanto riguarda la prevenzione incendi, l’articolo 38 del DL 69/2013 dispone che gli enti e i privati di cui all’articolo 11, comma 4 (responsabili delle nuove attività introdotte all’Allegato I DPR 151)del D.P.R. 1 agosto 2011, n. 151, sono esentati dalla presentazione dell’istanza preliminare qualora siano già in possesso di atti abilitativi riguardanti anche la sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio, rilasciati dalle competenti autorità.
Questi soggetti possono presentare l’istanza preliminare prevista all’articolo 3 e 4 del DPR 151/2011 rispettivamente in materia di valutazione dei progetti nuovi impianti o costruzioni nonché dei progetti di modifiche da apportare a quelli esistenti, che comportino un aggravio delle preesistenti condizioni di sicurezza antincendio e controllo antincendi entro tre anni dalla data di entrata in vigore del D.P.R. 151/2011 (in vigore dal 7 ottobre 2011).