La Corte d’Appello ha confermata la sentenza con la quale il Tribunale aveva condannato un RuP alla pena di giustizia e alle statuizioni civili risarcitorie in favore della persona offesa, in relazione al delitto di lesioni colpose gravi in danno di un lavoratore con violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro (art. 590, commi 1, 2 e 3, cod.pen., in riferimento agli artt. 96, comma 1, lettera B e 159 del D. Lgs. n. 81/2008, e all’art. 3, comma 4 in relazione all’art. 20 del D. Lgs. n. 494/1996 confluito nell’art. 90, comma 4, del citato D. Lgs. n. 81/2008).

Il R.U.P. nella sua qualità di responsabile dei lavori dell’appalto aveva risposto delle suddette lesioni a titolo di cooperazione colposa con il titolare della ditta appaltatrice dei lavori, separatamente giudicato, per avere omesso di nominare il coordinatore per l’esecuzione dei lavori, non consentendo così l’attivazione di un piano di sicurezza necessario per evitare danni a terzi.

Difatti l’art. 31 comma 3 del D.Lgs 50/2016 e smi (codice dei Contratti Pubblici) afferma che il RUP, ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, svolge tutti i compiti relativi alle procedure di programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione previste dal presente codice, che non siano specificatamente attribuiti ad altri organi o soggetti