Grafica_Piccola Il problema interpretativo riguarda l’obbligatorietà o meno per il formatore di aggiornarsi sia attraverso le attività di docenza che attraverso seminari, convegni specialistici, e corsi specifici per maturare i prescritti 24 crediti; su questo punto, la posizione assunta dalla Commissione appare molto netta e, per altro, pienamente corrispondente al dettato normativo.
Infatti, secondo la Commissione con il termine “alternativamente” il “legislatore” ha “inteso dare la possibilità al formatore-docente di scegliere liberamente la tipologia di aggiornamento più confacente alla sua figura e non ha, viceversa, inteso che le due modalità vadano alternate nei consecutivi trienni ovvero per tre anni solo docenza e per i tre anni successivi solo corsi di aggiornamento e convegni”. Di conseguenza, si afferma il principio della piena libertà da parte del formatore nella scelta dello strumento di aggiornamento ritenuto più opportuno. Sotto questo profilo giova, però, ricordare che l’attività di docenza e la partecipazione agli eventi (seminari, convegni, corsi di aggiornamento) hanno efficacia ai fini dell’aggiornamento delle singole aree disciplinaridocente

  • normativa/giuridica/organizzativa;
  • rischi tecnici/igienico-sanitari;
  • relazioni/comunicazioni;

per le quali è qualificato il formatore.